Controcanto al post 9 febbraio di cantiere ad ore
Lo squarcio flotta d’alghe ,
è verde il bordo
cicatrice ormai spenta.
Dentro
ospito vite aliene
amiche forse
indifferenti anch’esse
forse
ma mobili, fiammelle
di danze estreme
di colori assorbenti.
A volte opacizzo memorie
le scanso ed affastello
laboriosamente
e ne estraggo una luce
per attimi incorrelati
non consecutivi
che abbagliano
la retina ipossica ormai quasi.
Le mani abbracciano l’oggetto inesistente
come fosse di carne.
Ma schiudono parole, a volte, dal fondale.
Non ne so il motivo
ma sono mante verso superfici di specchio
dove l’aria preme
ed ha spessore
che tiene l’ala.
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