venerdi, maggio 04,  2007

su questo terrazzo

fatto di terra e di sassi

dove le ore disegnano ombre

inesorabili,

per queste zolle di pane nero

scomposte attonite,

per la zappa che le ride lucente

in riposo contro il muro di sassi

che contiene il monte,

per il monte che contiene il vento

e la sua immagine nei pini,

per lo strapiombo oltre il quale siamo

in un riandare dell’uso,

per la parte di noi che resta

nell’impulso della lama contro il sasso

e nei suoi segni,

per i segni che ci sono orgogliosi

sul viso

e per i tuoi nodi da sciogliere

i molti nodi

che ti legano il pianto,

più in la ci sorride

la scienza esatta che non esiste

scolpita in poesiole d’argilla,

ed occhi sgranati,

i tuoi occhi d’infanzia

davanti al mare.

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