questa  poesia dell’intrecciare il giunco

rammendare le reti

con le  dita marine

questo selvatico ostinato aggrapparsi

del fico alla sua roccia

stretto nella fessura

contro la stasi, a costruirsi

questo tirar del vento nei crepacci

d’un monte che riverbera quel blu

del mare che lo assale

e il canto tondo

a gocce, a sera

dell’ultimo usignolo

in biancheggiar di luna

nell’immobile aria

ormai placata

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Una risposta a “


  1. Come e’ facile sentirsi,
    ascoltarsi, nel silenzio
    suonato all’interno di
    noi, corde tese al fine
    da altri imposto, quando
    solo una gabbia vuota
    con sbarre trasparenti
    simili a fili d’arpa,
    vibrate di nascosto,
    ci garantisce la liberta’…

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