del poi, della veglia, della battaglia
c’è l’immobile osservare adesso.
l’albero abbattuto e segato a fette concentriche
in esposizione di se,
del se nascosto e ripetuto
per tutte quelle mie mattine involontarie
nell’esporsi alla vista sorridente che attanaglia
dell’ ignoto incontrato e irriconoscibile.
la felicità si rassetta il vestito in attesa.
può aspettare. se fossi quella cosa bella
che si incontra per caso e s’abbassa lo sguardo dal desiderio
se fossi quel quadro o quella parola o quella luce severa
che tutto possiede
m’attarderei all’incontro e non ne avrei paura.


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Una risposta a “

  1. e come avere tema
    di quanto ignoto e’
    ai piu’ ,e mai quivi
    sara’ svelato se non
    per prova ,per gioco
    d’intelletto dai secoli
    strizzato da chi si
    diletta a tradurre, a
    contare i pensieri, si’,
    ed anche desideri spariti
    in vento, in un istante,
    su ciglio di una strada,
    spezzati in un tratto,
    come se da metallo veloce
    si calasse..spada

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