[ abituali nonsensi  ]

   

potrebbe essere altro dalla poltrona

ad accogliere i panni stanchi

del giorno e di alcuni ieri

in strati come cirri e cumuli a contrasto

di venti del quotidiano destino.

la fine di un pensiero,

d’un circolare quotidiano andare

tra vento e mare.

riappare il nonsenso della stasi

di queste scarpe del tutto mie

che chiedono altre terre.

  

  

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7 risposte a “

  1. e’ sempre il vento
    a causar scompensi
    riempiendo vuoti d’aere
    dove trova…
    e piu’ giu’ su terra
    scende a scoprire
    qualche strada nuova..

    con onde si frammischia
    e crea suoni di umani
    all’udire, immobilita’
    rimuove, nubi modella
    e viaggi, cammini ti spiana,
    tutto si fonde, per te
    si sguinzaglia, da sonno e
    torpore ..ti stana

  2. lasciare un commento
    nella notte, come
    di supporto….
    osservare poi
    l’incavo del cuscino
    di come appariremo
    nell’alba…
    aprire quindi la finestra
    e farci uscire…

  3. si potrebbe andare in circolare
    sul 33 rosso e vedere da lontano il mare
    che coglie i minuti di amplessi stanchi
    tra le onde e i pesci
    oppure scrinare la tv nei suoi tormentati
    palinsesti

  4. resto a scrinare
    tra gli autobus
    tutti quei gesti impigliati nelle ciocche
    quei disturbi affettivi stagionali
    che cadono capelli e buone intenzioni.
    il 33 barrato mi trova nel mezzo
    d’un diverbio, lo stabilire il resto
    d’un conto imperfetto
    per quella matematica opinabile
    che mi scrollo.
    potremmo trovare nel sonno
    (tornati dal mare che s’infischia)
    quella risacca dei sensi
    che smettemmo di cercare.
    rigidi come moai
    abbattuti.

  5. Moao il duro, l’alto l’acerbo
    fallico s’inciampa agli antenati
    e senza più palme la pasqua
    è senza segno
    per cui la campana vuota
    nostalgica spande desiderio
    e attende l’ora

  6. e’ sempre attesa di
    iceberg disciolto
    come di Ariki Mau
    sogno costante

    e’ attesa pure
    di scalata montana
    attenti a mai
    causar d’altri
    la frana

    cosi’ come
    pietra su legno
    trascinata
    stride l’amore
    ed il riprovo
    dello sentir
    pure piu’ puro
    sempre ce ne
    ietta strata strata…

  7. la campana sottende l’ora
    il tempo sente il vuoto
    sente il suono
    attende e s’arroviglia in nuvole
    nell’ora del richiamo.
    lo sguardo segue il suono
    che s’innalza, e s’accontenta
    che trasfiguri in cieli
    le preghiera tardive
    insensate e terrene

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