[ quel viaggio che si spegne ]              ( ad ormedelcaos.splinder.com 5.12 )

 

parlammo
a cavallo della linea sottile
nella gran piazza di Madrid
Porta del Sol
dove comincia il mondo.
nell’aria il canto ancora
del toro vinto
e la sottana
nel fruscio della volta.
parlammo lenti assenti
del percorso da fare grigio
d’un dicembre avvizzito
spoglio.
torturavi le mani
in quei solchi di fatica
strette le dita
in vergogna.
Nessuna strada è più lunga
di questa
dicesti
indicandomi.

 

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Una risposta a “

  1. “Una volta chiesero al grande Eugenio Montale: “che cos’è per Lei un Paese straniero?”. Il poeta ci pensò un po’ e poi rispose: “un odore”.
    Ecco, se vi capita di andare in Spagna, annusate l’aria appena scendete a Madrid o a Barcellona: sentirete un odore intenso, difficile da descrivere, fatto di aromi pesanti. Quando poi arrivate al centro della città – sia che siate nelle grandi piazze madrilene, sia che percorriate le strade di Barcellona che corrono verso il mare – sentirete un odore di fritto, persistente e acuto. Gli spagnoli , infatti, adorano andare a spasso, giocare alle mille lotterie nazionali (gestite da una fortissima associazione dei ciechi che è perfino socia di Berlusconi nella catena Cinco) e mangiare roba fritta che si trova nei bar ad ogni ora del giorno e della notte.”
    (Alberto Sensini, 1992)
    Saluti
    _______Antonio.

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