guarda il vuoto
l’occhio del fuoco
l’occhio del buio
foro ogivale del tuo senno
che porti nel socchiuderti
lo sguardo.
sull’acqua Ofelia rose rosse e perle
onda nell’onda nuda
solo il velo dell’acqua che s’ incanta
alla grazia del seno.
il cuore sulla sedia
la sedia nella stanza
la parete s’accosta alla finestra
la tiene amata, cara
nel suo lento cambiare umore
di stagione in stagione
d’anno in anno
fino alla piena luce
oppure al buio più vero.

 

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8 risposte a “

  1. Ofelia, che fa propria la debolezza altrui, e ne paga pegno

  2. bella

  3. leggo cose bellissime di te da Walter
    mi sono permessa di entrare nella tua casa

    Ofelia
    che vidi gonfia e bluastra
    nel truce maniero
    che guarda allo Skagerrak
    dove una nuvolaglia gibbosa
    precludeva luci.

  4. Molto interessanti questi versi. Saluti.

  5. guarda il vuoto
    e d’intorno l’aquilone

  6. Anche quest’anno i miei auguri all’altra metà del cielo s’accompagnano a versi di donna, un omaggio ed un pretesto per riscoprire qualche bella rima.
    A tutte auguri.

    Il piede esita
    sulla soglia dell’ombra
    e la mano non coglie i fiori
    la primavera odiosa
    della tua assenza
    o il mantello di buio
    che già ti cade dalle spalle.
    (“Iside” – Luciana Frezza)

  7. *narrando: “il vostro sorriso è la mia sola moneta..”
    *giantropomorfos : grazie 🙂
    *ladilunaa : tu sia la benvenuta, sempre
    *SaR : grazie, ricambio
    *orme del caos: guarderò solo l’aquilone. tenterò.

  8. l’aquilone
    non porta noci

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