per te

mio kansim,

mare d’alba

mare di roccia

sconquasso di libeccio

io scrivo una canzone.

a chi dorme

solo per vecchiaia

e per quello che resta

al di sopra del cielo,

la parola che precede

il battito nel grembo,

e per tutto il seguire

e tutto il precedere,

per la filosofia

del passero,

per il tuo riposo nudo,

io scrivo una canzone.

per ogni cosa che non ti dico

a voce

per ogni cosa che ti diranno

d’amore

(ma non di me)

per quell’avvicinarsi

ogni notte della notte

al tuo prendere corpo

io canterò quell’unica cosa bella

che mi è voce.

 

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4 risposte a “

  1. Le pubblicazioni sono rade, ma compensano pienamente l’attesa.
    Una lettera al vento, incorporeo confidente, sempre più si conferma un rapporto di appassionata e struggente comunione con la natura, e una malinconia ch’è come un radar teso a cogliere le piccole increspature del vivere.

  2. narrando…
    allora scriverò.

  3. SalvatorDiSomma

    Ce lo auguriamo tutti.

  4. nihil melius 🙂

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