col cielo nelle dita

una mattina fragile

entra dalla finestra bella.

porta stracci e sete,

tutti i volti della memoria,

s’inoltra avvizzendo.

le parole scritte dalle labbra

nel gesto mimico

(ne ricordo le labbra e non

il senso)

quell’assalire delle nuvole

in rapida ispezione al terrazzo

il mare che si allarga fino a sventare

tutti i pettegolezzi degli uccelli,

tutti i ricordi di panorami .

cresce nel  panno  del cielo

una luna sbilenca e prematura

e non è pomeriggio, ancora,

e tra i rami dell’incipiente pino

appendiamo tutte le storie

che ci hanno imbrogliato,

ad asciugare.

  

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Una risposta a “

  1. il tempo compensa malamente, meglio affidare alle fronde le ferite ancora aperte

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