COL DITO NELL’ARIA ROSSA

 

vale, talvolta , la pena

di non aprire le imposte,

circoscrivere il panorama

al ricordo del deserto

e delle sue grida. pietre

e rari uccelli notturni.

levitazioni.

l’assenza di qualsiasi odore

domestico e un’aria gialla

fatta di polvere e attesa.

 

conviene , per quel pochissimo

che il passo avanza, restare

a cavalcioni del davanzale

e scrivere una poesia col dito

nell’aria rossa.

 

 

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Una risposta a “

  1. Periodo fecondo di bei versi d’esotico afrore 😉

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