LENTA MENTE

 

disabitata , la mente

mi narra fantasmi. in questi venti al valium, freddini

fatte salve lenzuola e ripensamenti, sono qui ma non sembra.

riluco d’astri non miei , come Sibilla m’ascolto nel cavo

d’un Dioniso scuro, muffo d’umidi antri. Il se,

il senso del se, l’anticorpo del ma, e domani chissà.

attorcersi in sintonici squarci, uno per lato, che due lati son tutti,

e la bruttura è una. la tregua dell’inabitato

mio me durante il sonno e prima

d’ogni possibile coscienza. quando

si è vivi

davvero.

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