[  mare d’est  ]

 

poi scompariresti,

la rete sulla sabbia tra le orme confuse

l’esca dimenticata nel disordine

dell’approdo. eravamo

indecisi all’aprirsi degli stessi occhi

che furono nostri ieri, solo

la ruga tra di loro sghemba

oggi ci allontana.

dunque, dal margine di questa sera scialba

all’orlo del mattino in forse, forse

riapparirà il vuoto delle mani disgiunte

spazio tuo tutto

che mi contiene.

ritornerebbe

quel paesaggio capriccioso

in lontani bagliori orientali

dal fulmine all’ozono

passando per i tuoi capelli crespi

d’umido marino mai scritto, questo

minimo aspetto del paesaggio

che distrattamente

chiamiamo felicità.

 

 

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3 risposte a “

  1. … questo
    minimo aspetto del paesaggio
    che distrattamente
    chiamiamo felicità.
    Strugge una malinconia indicibile, molto bella!

  2. forse..
    forse meriterebbe lavorarci

    grazie, davvero.

  3. Si, potresti approfondire il tema della felicità, inesaurtio argomento che nei tuoi versi scopre aspetti sempre particolari.

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