facendo finta che sia successo
niente
ascolto le conseguenze dilatate
d’un buio acustico, notturno
d’una notte senza presenze palpabili
vuota. una campana di vetro.
trasale il colore dei tuoi occhi marini
contenuto nel nero
d’un pensiero.
da scampo al sonno una filiera
d’immagini senza lamenti
e delle frasi maggiori
che nascondo ancora
per non averti dette
sotto la lingua.
le sigarette apposta
le cromature d’una moto a vento
e il vento che mescolo nel paiolo
che partorisce quel tuo
ti voglio bene dopo lunga sosta
contro i fuochi pozzolani oltre i rami.
oltre i rami del buio, dunque
ogni tua voce smarrita, l’espressione
imbarazzata delle tue dita
rimaste a sorreggermi.


  
 

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3 risposte a “

  1. Non riesco a controcantare questa meraviglia, mi piacerebbe ma è tanta la malinconia che mi trasmetti, mi prende fino alle ossa, proprio mi blocca.
    Poi su gli ultimi 8 versi ci piangerei… ma ho soltanto un nodo in gola che non mi fa andare da nessuna parte.

    Grazie, chiunque tu sia, grazie di cuore

  2.  
     grazie

    .. infondo era per te che l'avevo scritta…
     
     

  3. epperché avrei scelto questa sennò?

    Grazie a te, comunque

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