(  architetture ) 

potremmo prendere una parete
di questa stanza senza petali
e fissarvi il colore delle sanguigne di Bresciani
dopo il temporale. dopo che la pioggia
planando sul lago
disegni alle finestre i colori impossibili
d’una nebbia addomesticata
sulfurea, apatica.  quei gialli
che dimenticammo nei minareti
d’un deserto roccioso primaverile
dai gelsomini accorati, pieni
d’un loro cantilenare ondoso,
insistente. quei rosari
che pure dalle chiese scrivono il tempo
d’un passaggio tra la vita e la vecchiaia
tra le mani e le carezze
quando la pelle le rifiuta, per pudore.
potremmo prendere tutta la casa
dalle sua mura dove il sole ha scritto
il destino della polvere e le sue rughe
alle fondamenta in forse, sdentate,
alle aiole che cantano un loro insonne
progresso alla riproduzione e alla luce.
ma
per quanto tutto abbia materia
per quanto il suono abbia un suo corpo d’onda
e la luce una energia che ci travolge
siamo una massa stanca, seduta
sulla panca di legno di quella
infinitesimale stazione
che ci vide soli.
 
 

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3 risposte a “

  1. dove ogni luce muove
    a storno d'ogni via il ricordo,
    là vedo  te tra i fiori ancora, 
    il giallo e il rosa,
    là dove, petali a petali, ogni terra
    smuove alla pioggia altra terra

  2. Da Vitruvio al Vasari, passando per le Ville di Palladio e le teorie organiche di Wright, infine una casa è fatta di sogni o di ricordi; senza restano tramezzi a spartire un volume. Il finale m'ha riportato alla mente una canzone di Roberto Vecchioni, "la stazione di Zima", te ne allego giusto un pezzo, ma ne consiglio l'ascolto :)saluti,__unpluggednarrando"Alla stazione di Zimaqualche volte c'è il solee allora usciamo tutti a guardarloe a tutti viene in menteche cantiamo la stessa canzonecon altre parolee che ci facciamo maleperché non ci capiamo niente."

  3.   una casa è fatta di sogni e di ricordi,di visioni, finchè non violentata dentro e fuoridall'incombente "prossimo".è una promessa, una vita più valida e longeva,lo scrigno degno dell'essere che le diede la vita, lentamente.porta il genoma, per l'assorbir di cellule, di chi l'amò e la visse. e potrebbe, chissà, ridargli vita, un giorno.chiede rispetto, punta di piedi allo scoprir del munacielloche rimane, dopo.  

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