[  lettera a proposito di  "Poesia su una poesia" di Pm  Galli  ]

  
Mio caro Galli,
la sedia che dipingesti
per stare seduto
sta li  finchè ci sei.
Sott’acqua ci sta la sottana
delle tue roulettes rousses.
I corpi son acqua, fors’aria,
ma l’aria è acqua pesante. Si sa.
Il cielo sta prevedendo
se stesso e l’Al di Là, pare,
inoppugnabilmente.
Lo dicono i maghi,
e gli astroifisici e i bosoni di Higgs
mentre Higgs è via.  La morte essendo
una variante controllata.
Di quanto resti poi di te,
nulla è certo.
Perché la poesia
la scrive chi la legge, e poi
la piange. O ride. E tu,
sui tuoi pontili fossili,
a bagno nei tuoi lavandini calcarei,
ridipingi i colori che t’assolvono.

Gli stessi di sempre.
   

 

  
  

 

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4 risposte a “

  1. … tempo d'addii, ma agosto mal si presta al commiato; bisognerà attendere settembre, perciò richiama chi è sull'uscio, che volga il suo passo.

  2.  talvolta-perchè nulla in biologia è certo-potrebbe non esser mai, tra due esseri,l' addio

  3. "addio" è uno sproposito, è come dire "mai", un dannoso eccesso di coerenza

  4.  com'è bello leggerti….     Orang Ut An

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