[  diciamolo fuori dai denti
(che tanto tu non mi senti)
per versi svincolati
ritrovarsi appena nati ]

 
 
 

sono le doglie d’un neonato
l’immotivarsi della gioia
la lentezza delle stelle
passi noti in fondo al viale
che cadono sopra questo foglio
smarrendosi .
 
le cinque di mattina e non un frullo
non la percezione d’eterno, nemmeno
il diradarsi della morte
nelle nuvole importune.
 
si potrebbe tagliare col coltello
la malinconia del paesaggio
l’intestardirsi del mare
per centinaia di volte
sulle rocce assorte

 
qui dove si fa necessaria la lirica
qui lungo  lo strapimbo dove è scritta
l’estetica della parola amore
tra i rovi dal nido misero,
vuoto.
 
 
 

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