c’era la nebbia e i geranei spezzati
per terra, e molti confusi pensieri
nell’arroganza di scrivere,
di posare parole come abiti
per lasciare lo scheletro alle mosche.
 
il geraneo s'aggrinza a vivere,
sa aspettare. verrà la mano
ad interrarlo.
le parole sanno aspettare
come schermi oscurati
il trapasso degli occhi. di quegli occhi
che conoscono i suoni.
 
perdono! perdono! gridava
senza ricordare perché.
era il tempo dell’alluvione
e tutto era fango e silenzio.

dentro. 
 
 
 

  
  
 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...