quest’andare della solitudine
per parti nascoste, la stasi
di una sedia silenziosa con
le sue richieste,
la seta strappata dall’umido
le mani  avite
su stucchi floreali, l’assenza
scritta dalla luce sulle cose
dei personaggi nei loro luoghi.
l’ovale della spalliera
nel contorno del volto.
l’anima dietro le quattro stagioni
del paravento dipinto, il lago
che si confonde col lago vero
dalla finestra altissima
e vigile.
il lavoro del tarlo e della penna
fin nelle ossa del silenzio.  

 
 
 
 

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