contro quel muro bianco
che sapeva scrivere le ombre,
il nero di Stromboli.
le direzioni del silenzio
centripete, e il suono vivo
del cratere. un ricordo
accorto e atemporale, il suo
borbottare assorto.
si tremava, di fretta
scrivemmo la parola
dietro l’ombra. segreta.  

 
 

 

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