la giornata si aggiusta

e il merlo è nero come un peccato

benigno, la canzone

d’una primavera sconvolta.

niente più greggi, trivellano

i sassi del vulcano, le pozze

anch’esse nere cangianti

d’un petrolio marcito, sfuso.

s’accalora l’aria e intestardiscono

gli insetti al cistus, per fare nido

ma si sente adirata

questa Basilicata.

 

 

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