settembri  irreprensibili

da oro ad oro fino all’amore

che non ha condono. i belvederi

strapiombi d’avventura, picchi

che sotto il mare entra come ozono

dalle pupille al cielo.

quegli azzurri dentro,

luce che s’estroverte e si fa

da volo a volo come un’ala,

un solido, via di fuga

anche stavolta al cielo.

raccontare di mano una scommessa

l’attrarsi di figure d’ombra

l’inseguirsi d’ occhi all’addio

tutta una strada ignota e lunga

da vivere.     ora

sapersi incompiuti,  la salita che sfianca

l’antico sguardo snello fatto nebbia

[ ad E. che non c’è ]

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