il dirsi delle finestre
fatte sera dalla sera
impellenti sopra i panni
stesi alla luna e gialli
d’un giallo lunare estivo
e i discorsi inconsistenti
sui passanti sui cani sul proprio destino
di rovere o di pino e poi
gli occhi appannati, gli amanti incatenati
dietro le tende un altro mondo.
ci si chiede
di cosa parlano le finestre i balconi i sassi
ma della storia parlano, dopotutto
del chiudersi ed aprirsi e del tempo
ostinato che passa e ripassa
e non si sa chi guardi chi.

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