[ garganiche ]

sotto tre quarti d’una luna arancio,
suprema, che ancora conservava occhi
ad un palmo da me
in un’onda lentissima
tra il pulsare delle rocce
con il mio corpo libero
ho a lungo nuotato
nel quieto respiro della notte marina.
si facevano brume le indegnità
le roventi ingiustizie e i mali
irrimediabili. le stelle non avevano nome
erano pari alle scintille erranti
nel buio liquido delle mie mani.
non avevo pur’io
un nome. ero
un poco d’acqua nell’acqua
pian piano, in pace.

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