leggere due poesie al mattino
sotto i berci d’un temporalone
di inizio autunno, poesie
d’uno stronzo qualunque
chissaccome fatto da altri
poeta da blog, e poi Eliot
a caso, una qualsiasi, e vedere
le banane sull’ albero e tuttiuguali e inferocirsi
più del temporale dall’ insopportabile
stolidità degli esseri,
meschini, poretti, che ci calcano
nel vivere.
nel contrarsi del tempo sta l’ offesa
dello spreco, anche un momento
deluso, è una allergia

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