il mio amore è un albero di mandorlo
timido come una sera di marzo
e dai brevi fiori. ha occhi di cervo
e cuore di libellula e va veloce
sopra campi di grano. il mio amore
è come la goccia di una cascata
ed è la cascata intera, e il suo arcobaleno.
il mio amore sa poche cose
e contiene ogni cosa, racconta
ogni cosa , in silenzio.
il mio amore ha passi brevi
piccoli piedi di pane e una
rossa bocca di gioia, come una
conchiglia di desideri. tutti vorrei che fossero
fringuelli al primo volo

tutto è possibile tranne le cose di buon senso.
la luna e le sue lunghe pause, il foglio scomparso
le stelle che talvolta cadono, come una poesia ritrovata.
amare l’assenza e sprecare l’occasione di un bacio,
tutta la tenerezza di una foglia divelta. una figlia divelta
e la riva del fiume, collezione di tramonti e vuoti a perdere.
poi il primo colpo di tosse e tutta la luce della notte
la falena la lucciola la crisalide e prima i gameti.
forse un ritorno o semplice partenza, più dolce a chi viaggia

la sera ritorna una caligine dal passato
umidità d’ossa, senso
di vecchi fiori disseccati
in libri mai letti
vaghe campane d’amori
odore di guanti da montagna
qualche nota dei primi blues.
un fazzoletto dalle cocche larghe
bianco e rosso e adolescente
quando l’adolescenza era
intorno ai vent’anni.
una scatola grande, ormai solo un chiodo
e poc’altro all’interno
forse un vago senso
dell’infinito contenuto perso.

[ garganiche ]

oggi mi hai detto, in mare
“sei la mia terraferma”
ti ho detto, piccolo cuore grande
“sei tu la mia, infinita”.
è da te, amore mio
che le radici suggono, che l’aria
nutre come un cielo piovoso
che ogni zolla non sovrasta,
sorregge.
sono la tua terra, si si, sono la tua terra ferma
con le mie crepe, le arsure, i folli giardini di maggio
le alluvioni i terremoti ed i solstizi.
la tua terra che sa di cielo e ti nutre
ti tiene nel grembo e ti gonfia le ali
tu crisalide, tuo mio germoglio
sangue benedetto che tu possa
essere terra per il mio sangue futuro
che tu possa essere immortale

[ to a bluesman ]

I should have danced with you
oh…but where was I
where was I
when the stars were so fast
from right to left and planets
were fiddling around with their names
reminding me of my failures..
should have bent my back backwards
long hair floating like smoke
from right to left fast
and back to right at every phrase
of a majestic blues?
I should have danced with you
for an indefinite time
even after all musics ceased,
even after the sun came back breathing
heavy breaths of light
stamping your face in my brain
forever

[ garganiche ]

l’acqua ha corpo pesante
e anima leggera. solleva il mio corpo
a affossa la mia anima.
l’orizzonte marino è mare prevalente
il cielo è scontato, spesso lontano.
spesso come in quelle giornate indicibili
che si guardano maturare le olive
e il mare è fisso in attesa, immobile.
in quelle giornate che il caldo
è un male interiore, potenzialmente mortale.

INDERGARD FORT

il tempo abbandona le cose.
le dimentica, le annienta
fino all’ultimo sasso.
resta un’aura, un soffio
un sospiro del vuoto
come un canto d’acqua,
l’odore di tutte le vite
assorbite, delle stagioni,
delle ere e delle sabbie.
grate sanguigne osservano,
immensi alberi portano il seme
delle loro ali, il gioco d’amore
il grido del rapace, lo spandersi
delle distanze interminabili.
su tutto un velo
come una luce umida
un pianto perduto